Comunicato stampa – CONFINI APPARENTI Josè Angelino e Tristano di Robilant

CONFINI APPARENTI

Josè Angelino e Tristano di Robilant

dal 7 ottobre al 18 novembre 2017

Opening

sabato 7 ottobre 2017

Ore 11.30

Gli artisti saranno presenti.

La galleria delle arti contemporanee Intragallery è lieta di presentare nei suoi spazi espositivi di Napoli, in occasione dell’apertura della stagione espositiva 2017 / 2018, la doppia personale Confini apparenti, di Josè Angelino e Tristano di Robilant, sabato 7 ottobre 2017, alle ore 11.30.

Per Tristano di Robilant è la seconda mostra organizzata dalla Intragallery.

Dopo il successo ottenuto dalla prima personale nel dicembre 2015, e successivamente al suo impegno per la mostra tenutasi tra dicembre del 2016 e aprile 2017 al  “Museum of Contemporary Art San Diego”, la galleria ha chiesto al di Robilant di immaginarsi in un ideale dialogo con un altro artista, a lui affine, e da lui prescelto.

Così Tristano ha invitato Josè Angelino, classe ’77, a intessere con lui uno stimolante confronto intergenerazionale tra le loro opere e le loro visioni. In mostra saranno presentate le sculture in vetro di entrambi gli artisti.

Le sculture in vetro di Tristano di Robilant, con le loro irregolari e movimentate superfici, hanno un soffio di incompiutezza e casualità, dalle forme quasi liquide, apparentemente semplici ma non classificabili. “Non a caso si tratta di forme enigmatiche, nate da sogni che attingono a un continente interiore, un mare originario, ma anche a un altro io, il doppio che abita dentro di noi.” (Cit. Tanja Lelgemann). Per Tristano di Robilant la stretta collaborazione con artigiani e con i maestri vetrai di Murano è fondamentale: sono loro che riportano nella materia le sue idee trasformandole in opere di una bellezza maestosa e ancestrale.

Le sculture di Josè Angelino sono costituite da scatole di vetro e ampolle, ove l’artista, dopo avervi creato un vuoto assoluto all’interno, vi immette gas Argon. La ricerca di José Angelino si fonda sul binomio arte-scienza, creando un nuovo linguaggio, derivato dalle materie più leggere e da profondi saperi, quali la fisica, la filosofia e l’astronomia: partendo dall’analisi di quelle dinamiche naturali che si manifestano nello sviluppo di un evento, ne evidenzia preferenzialità ed organizzazioni, realizzando così uno strumento di indagine sull’indefinita linea di confine tra la necessità di accadere e l’adattamento all’ambiente. “Quella cui il pubblico assiste è un’apparizione. Flussi di luce cangianti per forma e colore passano davanti agli occhi, indefinibili e impalpabili. L’effetto è quello di una inarrestabile scrittura luminosa, metafora del divenire incessante”. (Cit. Anna D’Elia)

Ad accomunare i due artisti è la tensione creativa, il sentire poetico verso la leggerezza e l’impossibilità di osservare linee di confine che siano realmente nette, attraversando tutti gli apparenti confini legati alla fragilità della materia, per poi disvelarli nella loro realtà, esili limiti che non vincolano le loro visioni.

 

José Angelino, è nato a Ragusa nel 1977, vive e lavora a Roma .Nel 2011, dopo anni di sperimentazione appartata inizia a esporre e nel 2013 ottiene il Premio per le Arti Visive della Fondazione Toti Scialoja. Nel 2014, ha partecipato alla grande rassegna internazionale European Glass Experience, promossa dal Consorzio Promovetro di Murano come progetto itinerante nei maggiori musei del vetro. Nel 2016 gli viene riconosciuto il premio “Arte Fiera 40” in occasione dei 40 anni della fiera di Bologna.

Tra le mostre più significative ricordiamo: “Artefiera 40” Pinacoteca di Bologna, ”Swing” galleria Alessandra Bonomo Roma; “Lunghezze d’onda” Palazzo Sforza Cesarini Genzano, curata da Giovanna Dalla Chiesa, Domaine Sigalas, Baxes, Santorini, Greece, Museu do Vidro da Marinha Grande, Real Fábrica de Vidrio de la Granja Segovia, Museo del Vetro Murano; “519+40” Fondazione Pastificio Cerere, Siderare Forte Portuense Roma Fondazione Volume, “Unisono” Temple University Roma, “ho qualcosa da dire…ho qualcosa da fare” Ex Mattatoio di Testaccio Roma.

Tristano di Robilant nasce nel 1964 a Londra, è cresciuto tra l’Italia e l’Inghilterra, vive e lavora a Ripabianca (Umbria), dopo aver vissuto a lungo a Roma, Londra, e parzialmente a Murano e a New York. Si è laureato presso la University of California di Santa Cruz dove ha anche studiato con Reyner Banham, critico e storico dell’architettura. Un’esperienza importante per la formazione artistica di Tristano, così come lo fu anche l’incontro con Cy Twombly, che conobbe da giovanissimo, e, più tardi, quello con Sol Lewitt.

Tristano Di Robilant inizia la sua carriera con una personale presso la Holly Solomon Gallery di New York nel 1993. Questa prima mostra è arricchita annualmente da un lungo elenco di mostre personali, svoltasi sia in Europa che negli Stati Uniti in gallerie prestigiose come la galleria di Annina Nosei, New York; le Gallerie Bonomo, Bari/Roma; Paolo Curti & Co., Milano; lo Studio Salenbauch con la Galerie Pièce Unique, Paris; la Faggionato Gallery, London; la National Exemplar Gallery (con Enzo Cucchi), New York; il Museo Boncompagni Ludovisi, Roma, e tante altre. Le sue opere si trovano in vari musei e collezioni private, tra cui il Maxxi di Roma, il Museo del Vetro di Murano e la Albright-Knox Art Gallery, Buffalo. Il 17 dicembre del 2016 il “Museum of Contemporary Art San Diego (CA)” dedicherà un’importante mostra personale alle opere di Tristano di Robilant.

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