Metonìmie di Chiara Arturo e Cristina Cusani Dal 14/09/2020 al 07/11/2020

“La metonìmia è una figura retorica di significato, che crea un legame di tipo quantitativo,
qualitativo o temporale tra due termini di paragone. In questa mostra la metonìmia diviene
una chiave di lettura per le immagini che Chiara Arturo e Cristina Cusani ci presentano
all’interno dello spazio espositivo. Immagini ricche di significato ma che lasciano libero lo
spettatore di reinterpretare emotivamente e visivamente le singole foto.

La mostra si articola in due momenti. Nel primo ambiente le artiste dialogano tra di loro
con progetti autonomi. Chiara Arturo in “Fragmentum” ritrae porzioni di natura e di uomo,
creando un dialogo che si svolge attraverso i sensi. Ogni foto diventa un macrocosmo
restituendo dignità autonoma ai singoli frammenti, mostrandoci come ogni cosa è parte di
un mondo molto più grande.
In “Quando la neve” Cristina Cusani affronta il tema dell’attesa, passando attraverso tutte le

componenti emotive che la compongono. Paragonando l’attesa alla neve, l’artista,
sottolinea la perdita di ogni punto di riferimento: questo momento non viene affrontato
come un istante di stasi ma come un’occasione di rinascita.

Nonostante il processo creativo alla base delle due ricerche sia totalmente diverso, le foto
di Cristina e Chiara comunicano tra di loro in maniera visiva e concettuale.
Tra le due artiste si crea un dialogo intenso e profondo che raggiunge il suo apice nel
secondo ambiente della galleria. Qui le fotografe dialogano in maniera molto più intima
creando due dittici con foto di entrambe. Dittici creati ad hoc per “Metonìmie” ma che

fanno parte di “Vicinanze”, progetto artistico più ampio di Chiara e Cristina.
“Vicinanze” è un progetto che nasce dell’esigenza di un dialogo sul Mediterraneo come
luogo di attraversamento.
Chiara e Cristina, partendo da una fase di confronto, creano uno spazio di condivisione ideale e

tangibile: in questo spazio posizionano i loro lavori che all’interno dello

spazio-cornice si uniscono nelle loro differenze generando dei dittici.

La mostra si presenta come un armonioso dialogo tra due linguaggi espressivi, nel quale
lo spettatore, attraverso il legame che crea con l’immagine, è chiamato in causa
attivamente creandone la sua personale visione.” (Testo di Federica Palmer)

In occasione dell’apertura della mostra sarà presentato il catalogo Metonìmie, edito da
Mediterranea con grafiche di Claudia Mozzillo e testi critici di Federica Palmer e Chiara
Pirozzi.
Il catalogo è stato realizzato grazie al contributo di Farmacosmo.