Nel profondo annegare io semino – LALOBA

Nel profondo annegare io semino - LALOBA

14 ottobre 2015 NEL PROFONDO ANNEGARE IO SEMINO LALOBA AnnaCrescenzi&RenataPetti Direzione Artistica INTRAGALLERY Clinica MEDITERRANEA, via Orazio, 2, NAPOLI In occasione del quarto ciclo di eventi Monda Donna dedicata ai Miti reali e a quelli da sfatare, Intragallery (galleria di arte contemporanea diretto da Annamaria De Fanis e Rosa Francesca Masturzo) partecipa all’inaugurazione, presentando una performance, solo per quella data, intitolata “Nel profondo annegare io semino” del duo artistico campano LALOBA, Anna Crescenzi & Renata Petti. Intragallery è lieta di comunicare la sua partecipazione alla giornata inaugurale del quarto ciclo di eventi Mondo Donna della Clinica Mediterranea, con la mostra-performance, “Nel profondo annegare io semino” del duo artistico campano LALOBA, Anna Crescenzi & Renata Petti. Origine e attualità, natura e biodiversità, arte e natura, arte e vita, umano e disumano sono le polarità intorno alle quali si snoda il percorso artistico del duo Laloba. L’installazione mette in scena due sedie di legno, stile classico, e due capigliature sospese al di sopra delle sedie, realizzate con rami di salice colorati. Le capigliature in cui l’iconografia arcaica viene contaminata da suggestioni africane e orientali nascondono parte del volto a chi la indossa, sottraendo l’identità a chi la porta e innestano così il livello della sostituzione, conferendone una diversa identità. Pur non essendo strumento di passaggio a un’alterità assoluta annullano i tratti somatici dell’interprete e fanno sì che egli si immerga in quell’essere altro da sé, ritrovando l’altro , il migrante, l’etnico. A rafforzare il concetto, su cui si è articolata la ricerca del duo, saranno esposte quattordici piccole e poetiche opere, in tecnica mista. Il progetto prevede inoltre una documentazione fotografica...
LO STATO DELLE COSE… di Fernanda de Maio

LO STATO DELLE COSE… di Fernanda de Maio

“Giornata del Contemporaneo” Sabato 10 ottobre 2015 ore 18.00 da Intragallery LO STATO DELLE COSE… SCONFINAMENTI TRA ARCHITETTURA E ARTE CONTEMPORANEA di Fernanda de Maio   Napoletana, architetto e docente di progettazione architettonica allo IUAV di Venezia Creativi ad ogni costo gli architetti. Creativi ad ogni costo gli artisti. Ma a partire da cosa? Dalle città che abitano? Dalla società con cui si relazionano? Dai materiali che comunicano una sensazione? Dalla natura che esperiscono? Dalla propria condizione patologica di individui? È più creativo Frank Gehry o Richard Serra? Juan Navarro Baldeweg o Maurizio Cattelan? Carlo Scarpa o Paul Klee? Alvaro Siza o Lucio Fontana? Zaha Hadid o Adrian Piper? L’ambigua relazione tra arte e architettura si rivela negli esiti dell’uno o dell’altro percorso creativo. Anche quando si muovono all’interno di regole precise arte e architettura si contaminano costantemente; attingono a tecniche analoghe, partono da presupposti simili, usano gli stessi strumenti di di lavoro e di comunicazione. Solo nel momento in cui le cose di ordinaria quotidianità che manipolano si trasfigurano nella visione del loro autore diventa chiaro se si tratti di opera d’arte o di architettura. Talvolta questa distinzione non arriva mai a chiarirsi del tutto. Altre volte invece questa relazione diventa solo tangente. Non si può essere architetti contemporanei senza avere una visione artistica della propria disciplina e del mondo. Non si può essere artisti del proprio tempo se non ci sporca le mani con la realtà con cui l’architettura costringe a cimentarsi, per dare risposte concrete all’abitare umano. Architettura e arte oggi sconfinano l’una nell’altra per necessità collettive, per volontà individuali, per narrare il mondo e la...